Sindrome di Arnold-Chiari e T.C.
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Caro dott. Capogna, gentili colleghi,
vorrei in primis complimentarmi col dott. Capogna, mio maestro al quale penso sempre con stima affetto e riconoscenza, per l'ennesima ottima iniziativa nel creare questo forum.
Mi è capitato recentemente di discutere con un mio collega riguardo quale anestesia poter eseguire su una partoriente candidata a t.c. in elezione perchè affetta dalla sindrome di Arnold-Chiari: il collega non era del tutto certo sulla sicurezza della A.G. per la scarsa efficacia di questa nel controllare la pressione endocranica viste le "peculiarità" che l'A.G. deve assumere nel cesareo per la sicurezza del feto e la controindicazione alla somministrazione di succinilcolina.
Con una ricerca in letteratura ho potuto trovare solo alcuni case report relativi a T.C. in pz con sindrome di A.-C. eseguiti con l'inserimento di cateterino peridurale, l'utilizzo di lidocaina al 2% ed una velocità di infusione dell'A.L. lenta e controllata mediante pompa infusionale per non aumentare la P.I.C. repentinamente. Ovviamente il rischio correlato al posizionamento di cateterino è quello di puntura durale e quindi una diminuzione della P.I.C. con effetti potenzialmente altrettanto gravi rispetto ad un suo aumento.
Vi chiedo quale sia l'approccio anestesiologico più razionale e sicuro ad oggi per sottoporre le partorienti affette da sindrome di A.-C. a T.C. in elezione o se esistono linee guida comportamentali a tal riguardo.
Il collega ha comunque optato per l'A.G., tutto si è concluso senza problemi.
Luigi Temperini
Numerosi sono i case-report singoli, ma il report con la maggiore numerosità riguardante questo argomento è, a mia conoscenza, quello di Chantigian (Clin J Anesth 2002; 14:201-5) in cui viene riferito che nessuna delle partorienti (in tutto 12 osservate in un periodo di cinquant'anni per un totale di 30 parti) ha sviluppato sintomi di esarcebazione della malattia dopo il parto, indipendentemente dal tipo di anestesia ricevuto (generale, spinale o epidurale). Da notare che una paziente che aveva ricevuto una analgesia spinale continua ha sviluppato cefalea/PDPH.
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Ciao Luigi , ammetto di non aver subito focalizzato la sindrome di Arnold Chiari ma dopo una breve lettura credo che il problema vada focalizzato non tanto sulla pressione intracranica quanto sulle cinetiche liquorali e su come le tecniche da noi scelte possano mantenere l' equilibrio, più o meno labile a seconda della entità della malformazione, di produzione e deflusso del liquor nel periodo perioperatorio.
Se la paziente è asintomatica credo che la scelta migliore sia quella che la renda autonoma dal punto di vista della mobilizzazione ed assunzione dei liquidi per os il prima possibile.