Analgesia peridurale e tracciato cardiotocografico

8 risposte [Ultimo messaggio]
Barbara Montani
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Bunogiorno a tutti,
premetto che sono un'intrusa: non anestesista, ma studentessa in ostetricia dell'università di Torino. Sto iniziando a lavorare ad una tesi di laurea sugli effetti dell'analgesia peridurale sul tracciato cardiotocografico. Mi interesserebbe molto un vostro feedback, basato sulla vostra esperienza ospedaliera quotidiana. Come sono i tracciati nella vostra esperienza? Quanto presenti e quanto importanti sono le decelerazioni del bcf e le bradicardie? Come cambia la dinamica uterina?
Lo chiedo perché spero di poter fare un'analisi retrospettiva della casistica dell'ospedale dove studio (il Sant'Anna di Torino) e mi piacerebbe avere dei "flash" di quello che succede in altri ospedali d'Italia. Pura curiosità, insomma.
Grazie!

Alberto Rutili
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 cara collega, mi fa piacere che tu sia interessata al lavoro di equipe. nel tuo ospedale hai dei bravissimi colleghi che lavorano in anestesia, che fanno cultura con corsi, ecc.
puoi parlare con loro della tua ricerca e di sicuro avrai un aiuto qualificato.
ti segnalo un articolo, che però deve essere letto con i commenti dei più rinomati anestesisti ostetrici del mondo, su un aspetto molto particolare e interessante dei possibili rapporti tra <<rapidità>> dell'effetto analgesico e il comportamento degli ormoni che regolano il tono e la contrattilità uterina. la risposta degli esperti è molto rassicurante, ma di sicuro c'è sempre da studiare.
attualmente nel mio ospedale, come in tutti quelli dove si fa la partonalgesia con i blocchi centrali, è osservato un controllo del BCF per circa 30'.... dopo 20 anni di lavoro in questo settore specifico, con le tecniche epidurali a bassi-bassissimi dosaggi e con la possibilità di deambulare normalmente utilizzata da tutte le donne che lo desiderano, devo dire che gli effetti materno-fetali sono davvero ridottissimi, ovvero NULLI...  e che onestamente mi piacerebbe che le LL.GG. che raccomandano l'osservazione stretta materno-fetale, basati su usi di farmaci e sommnisitrazioni assai <<pesanti>> del passato dovrebbero sparire dalle nostre procedure, lasciando spazio ad una osservazione sempre attenta ma mirata a casi particolari...
insomma puoi stare abbastanza tranquilla e guardare la letteratura moderna.
buon lavoro
ciao
alberto
Obstet Gynecol  2009 Jan;113(1):41-7. Elevation of Uterine Basal Tone and Fetal Heart Rate Abnormalities After Labor Analgesia: A Randomized Controlled Trial.
Abrao KC, Francisco RP, Miyadahira S, Cicarelli DD, Zugaib M.

Barbara Montani
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Grazie! L'articolo citato ce l'ho, ma ahimé non ho ancora avuto tempo di leggerlo! Sono ancora all'inizio del lavoro e anche piena di esami. La mia relatrice per la tesi è una vostra collega anestesista, la dottoressa Ivana Castelletti, con cui abbiamo iniziato a fare un lavoro di ricerca bibliografica. Riguardo alle linee guida... che dire? So che al Sant'Anna l'anestetico usato è la levobupivacaina (è così dappertutto? Scusate l'ignoranza...) mentre la linea giuda RCOG Intrapartum Care aggiornata al 2007 (da noi usata come libro di testo) parla ancora di bupivacaina, farmaco che mi dicono non più in uso da anni. Immagino perciò che non siano cambiati solo i farmaci e i dosaggi, ma anche gli effetti e conseguentemente la gestione del travaglio.
Molte ostetriche tendono ad avere un po' di timore nei confronti dell'analgesia peridurale, un po' perché la nostra formazione ci porta naturalmente alla promozione della fisioligia dell'evento nascita e un po' perché spesso nella pratica clinica l'analgesia peridurale viene fatta in associazione con augmentation con ossitocina e tracciato in continuo, medicalizzando al massimo il travaglio. Insomma, mi pare di capire che le nostre paure siano un po'... anacronistiche, e mi dispiace molto. Però continuo a sentire storie orrorifiche di battiti che crollano, di contrazioni che spariscono... Davvero con le tecniche odierne questi problemi sono superati?

Giorgio Capogna
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Cara Barbara, il CTG è influenzato da molteplici fattori indipendentemente dall'analgesia epidurale.
Poteva accadere nel passato che le donne fossero lasciate a lungo supine durante il travaglio e questo poteva essere facilmente associato ad una ipotensione sorto cavale misconosciuta ma sufficiente a influenzare l'attività uterina o il benessere fetale.
Ti invito a guardare il video Partorire senza dolore in modo naturale su:
http://vimeo.com/24236121
E ti renderai conto di come le cose possano essere molto diverse da come vengono raccontate da chi ha pregiudizi fondati su cattive esperienze personali e locali....
Buon lavoro!
Ulteriori informazioni le trovi anche sul corso di formazione a distanza www.eesoa.com
Cordialmente
Giorgio Capogna

Barbara Montani
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Professor Capogna,
la ringrazio molto per le informazioni. Il video è BELLISSIMO e mi piacerebbe tanto che anche da noi al Sant'Anna la partoanalgesia funzionasse così. Purtroppo noi siamo ancora ai boli intermittenti controllati dall'operatore e quindi fondamentalmente ostetrica-dipendenti... e se l'ostetrica è anti-periduralista, rischiamo che si "dimentichi" che la donna ha il cateterino (Castelletti è sempre furiosa quando questo accade!). La PIEB mi sembra una tecnica stupenda, ma ho una domanda a proposito. A noi la dottoressa Castelletti ha spiegato che più o meno dagli 8 cm di dilatazione si mantiene solo la levobupivacaina e si toglie il morfinico, e che quando la testa affiora si fa un carico perineale con la lidocaina; con la PIEB invece rimane sempre l'associazione levobupivacaina-sufentanil anche in periodo espulsivo?
Grazie mille!

Giorgio Capogna
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Si Barbara, con la PIEB si mantiene l'analgesia con la stessa concentrazione e la stessa miscela per tutto il travaglio ma associandola ad una PCEA (analgesia controllata dalla partoriente) si riesce a soddisfare l'esigenza della singola donna personalizzando così l'analgesia.
In questi anni tutti gli esperti pensano che non sia molto importante discutere se sia meglio usare una "caina" invece di un'altra o discutere su pochi milligrammi di anestetico in più o in meno, ma sia meglio offrire l'epidurale a TUTTE le donne (offrendo loro una adeguata preparazione pre-parto), INDIPENDENTEMENTE dal grado di dilatazione cervicale, gratuitamente, 24 ore su 24, senza interruzioni e sospensioni nel periodo espulsivo. E' questo che importa a chi ci chiede di partorire senza dolore!

Barbara Montani
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Grazie!
Sono pienamente d'accordo con lei, ma confesso che mi fa un certo effetto il pensiero della peridurale offerta a tutte le donne! A scuola ci viene ancora insegnato che la peridurale è un fattore di rischio per il travaglio, credo ci vorranno anni perché smetta di essere vista così da parte di molte ostetriche. Questione di formazione. Basti pensare che una mia cara amica ostetrica, quando ha saputo che avrei fatto la tesi sull'analgesia peridurale, ha così commentato: "Ma sei un'ostetrica o no?". Ma questo è un discorso che rischia di diventare molto, molto lungo...!

Giorgio Capogna
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Cara Barbara,
mi permetto di suggerirti tra le altre cose, la lettura di EPIDURALE POR FAVOR di Paola Banovaz, documento di donne per le donne a proposito del partorire con o senza dolore nel nostro paese.
Puoi anche consultare il sito web dell'AIPA il cui link è a lato di questa pagina.

Barbara Montani
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Lo leggerò sicuramente! Grazie per tutti i suggerimenti, esami e tirocinio permettendo troverò di sicuro il tempo per leggere tutto quanto, compresi diversi studi suoi che sono lì che mi aspettano, due Cochrane e svariati altri studi.
Intanto approfitto (ancora) della sua disponibilità: fino a che dilatazione cervicale si può posizionare il cateterino? Non ho dati in mano, ma mi pare che da noi si metta fin verso i 6-7 cm, non di più. Ricordo il caso di una primipara arrivata in ospedale a 6 cm cui la peridurale era stata negata dall'ostetrica perché era "troppo avanti". A parte il fatto che bisognerebbe baciare la terra dove cammina una donna che fa una parte così importante di travaglio a casa sua, esiste un "troppo tardi" oggettivabile per il posizionamento del cateterino?
Grazie ancora per l'enorme disponibilità e buon anno!

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