consenso informato
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Caro Giorgio e cari tutti,
non so se nel blog avete mai parlato di consenso informato nel caso in cui una donna, che non è passata attraverso l'ambulatorio, non ha fatto il corso , alle 3 di notte ti chiede il parto senza dolore!!! Alcuni anestesisti sostengono che il consenso "estorto" nel momento in cui la donna è molto addolorata non ha valore! Eppure la donna lo chiede con insistenza davanti a testimoni, cosa importante per la cassazione!!!Appone la sua firma ,venendo sollecitata dall'anestesista a leggere il consenso attentamente.
Quale é il vostro protocollo di comportamento?
Grazie,
maria grazia cesta
sul tema consenso e informazione c'è da lavorare insieme a livello nazionale.
come ha detto Giorgio, c'è da stabilire il <<Percorso Nascita>> in ogni ospedale, in cui mettere come "obbligatoria" la visita anestesiologica con INFORMAZIONE. a quella deve seguire la firma di un consenso in cui si dichiara di <<... avere compreso le informazioni... e se sarà necessario, si RICHIEDERà la partoanalgesia>>. al momento della richiesta (quindi, al momento del travaglio doloroso) la donna firmerà la RICHIESTA di partoanalgesia.
quindi, non è il consenso informato <<classico>>: il mio Medico Legale me lo ha confermato, ed era già stato spiegato da colleghi con vasta esperienza Medico-L (Amatruda, ecc.).
quindi tu, se la donna ha fatto questo percorso, sei a posto: è informata e ti CHIEDE una prestazione, che tu decidi in base alla situazione, ovviamente informandola di quello che vuoi fare in quel momento (epidurale, spinale, CSE, analgesia parenterale, nulla...).
per quello che riguarda l'informazione, che è cruciale e sulla quale si può sempre essere bastonati (non avevo capito...) da me si fa una <<conferenzina>> con diapo di circa 30-40' e poi le visite molto brevi con fima modulo "ho capito che".
per un modulo "scritto" di informazione sulla parto analgesia, che secondo il mio M-L sarebbe obbligatorio, io ne do uno, ma ho visto quello sul sito degli Anest. Inglesi, con traduzione italiana: a parte qualche piccola cosa che non condivido ed è vecchia (la flebo prima della epi... quando mai??), mi sembra ben fatto... e si potrebbe discutere se consigliarlo a livello nazionale... che ne dici Giorgio? tanto per fare un gruppo con i nostri colleghi inglesi...
per il quesito: cosa faccio alle 3 di notte se mai vista e conosciuta... secondo alcuni M-L l'urgenza non può prescindere da una BREVE informazione e firma di un modulo di consenso-richiesta. ed è sufficiente per considerare la richiesta valida e senza problemi M-L. quindi... tranquilla! ma meglio far fare il percorso a TUTTE le donne: tanto è calcolato che il 60% delle partorienti ha bisogno delle nostre prestazioni e quindi queste donne (sane al 90%) di fronte ad una emergemza/urgenza sono in quelche modo conosciute e classificate. è un argomento "forte" anche per chiedere le risorse alle amministrazioni.
ciao e buon lavoro
alberto
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Cara Maria Grazia,
Scusa per il ritardo con cui rispondo, dovuto a impegni congressuali.
E' ovvio che quella che tu descrivi non è una situazione ideale, ma può capitare, specialmente in un ospedale dove l'epidurale non è routinaria e la visista pre-parto non riesce a coinvolgere la maggiorparte delle partorienti. Sebbene a mia conoscenza non via sia alcun obbligo legale e giurisprudenziale a chiedere il consenso per iscritto e lontano dal travaglio, ho sempre ritenuto ragionevole, prudente ed etico dare informazioni e chiedere il consenso durante la visita anestesiologica pre-parto e non all'ultimo momento ed ho sempre lasciato liberi i miei assistenti a decidere di caso in caso, secondo scienza e coscienza, nei casi analoghi a quello che ci descrivi.
A mio avviso inoltre conta molto l'ambiente in cui lavori. Se l'epidurale è routine, ben accettata, fa parte di un percorso istituzionalizzato, l'informazione alle donne è chiara ed adeguata e offerta durante la gravidanza, ecc è sicuramente più facile dimostrare la buona fede a infomare correttamente la donna da parte del servizio di anestesia, per cui, in caso di eccezione sarà più facile dimostrare la volontà alla corretta informazione.